Rolling Stones ON FIRE tour Roma, da 50 anni sui palchi ad insegnare rock’n’roll

Rolling Stones ON FIRE Roma

Nella città eterna domenica 22 giugno 2014 la storia del rock si è concessa davanti ad oltre 70mila persone, per il concerto evento più importante dell’estate italiana. Roma  per un giorno si è convertita a tempio del rock, con il Rolling Stones ON FIRE tour,  per l’unica data italiana del tour mondiale di quei quattro “ragazzacci” che da oltre 50 anni hanno insegnato ed insegnano rock’n’roll dai palchi di tutto il mondo. Erano attesi da tanto tempo e dopo 7 lunghi anni, gli Stones si sono presi la scena, infiammando per una notte la capitale, nella meravigliosa cornice del Circo Massimo. Già da inizio carriera, in piena era beat, erano stati soprannominati “brutti, sporchi e cattivi” per differenziarli dai più angelici Beatles. Oggi, dopo mezzo secolo di eccessi, tra droghe, sesso, arresti e scandali di vario tipo, loro sono ancora lì e  si ritrovano ancora a fare quello che meglio sanno fare.

L’inizio del loro concerto a Roma è un terremoto. Alle ore 21.50, dopo presentazione, giochi di luci e fiammate, subito entra in scena Keith Richards sulle note della potente Jumping Jack Flash. E’ la sua chitarra selvaggia, ad accompagnare Mick Jagger che presto inizia  a coinvolgere la platea con il saluto ai suoi fan, “Buonasera Roma. E’ un piacere incontrarvi”.  Il pubblico è ora in delirio e l’attesa di ore e ore al sole estivo italiano sembra essere stata ripagata. La band inglese parte forte, si succedono l’eterna “Let’s spend the night together“,  l’energetica “It’ s only Rock Roll“, l’estrosa “Tumbling Dice“, poi la romantica “Streets Of Love” passando alla vena imponente e ruvida di “Doom and Gloom“.

Rolling Stones Circo Massimo Roma

Il concerto è caldo ed il pubblico risponde perfettamente allo show. Una marea umana, proveniente da tutta Italia e dall’estero, impazzisce per ogni frase, ogni movimento o ammiccamento dell’istrione Jagger. Il ragazzo londinese ha 71 primavere alle sue spalle, ma sembra un ragazzino. E’ impressionante. Tiene il palco come un 30enne, canta qua e la muovendosi e correndo con un energia inaudita e inossidabile, positivamente contagiosanella calda notte romana. Esegue insieme al chitarrista John Mayer, che ha intrattenuto il pubblico prima degli Stones, la canzone scelta dai fan “Respectable”, poi le canzoni tratte dal repertorio “stradaiolo” tra cui la potente “Out of Control”, “Honky Tonk Women”, “You got the silver”, “Can’t be seen”, “Midnight Rambler”. A questo punto la folla è pronta per i classici senza tempo. E’ l’ora di cantare e ballare sulle note della celebre “Miss you”, mischiarsi al ritmo della sensuale e ipnotica “Gimme Shelter”, una perla da brividi il duetto  tra Jagger e la cantante Lisa Fisher. La cantante stupisce nella sua esibizione, mostrando la differenza  tra talento e talent show.

“Start me up” riscalda il pubblico e lo consegna pronto ad ascoltare il capolavoro dell’album del ’68 Beggars Benquet: “Sympathy For The Devil”. Un inno demoniaco ritmato con samba, una cavalcata onirica, sensuale e lussuriosa che incarna in toto la sfrontatezza e la rivolta verso gli schemi dei Rolling Stones. Mick Jagger, nei panni di Lucifero, si cala nel ruolo vestito con piume  e da vero messia degli inferi, descrive la storia dell’umanità, davanti agli occhi della città sacra per eccellenza.

A questo punto manca solo l’inno alle droghe “Brown Sugar”, l’immancabile “You can’t always get what you want” eseguita dal coro giovanile italiano, e la chiusura è affidata  alla leggendaria “Satisfaction”, tra spettacoli di luci e fuochi d’artificio. Gli oltre 70mila del Circo Massimo applaudono a lungo uno spettacolo che entrerà nella storia e che difficilmente riusciranno a dimenticare in questa notte magica.

Per capire meglio il fenomeno Rolling Stones dobbiamo anche far parlare i numeri. Nessuno meglio di loro ha incarnato il modus vivendi, gli eccessi e il pensiero di anime dannate del rock. Dal 1963 le “pietre rollanti” hanno eseguito centinaia e centinaia di concerti in tutto il mondo, ed è tuttora la band che dal vivo ha avuto il maggior numero di spettatori della storia. Hanno infatti incassato oltre 1 miliardo e 560 milioni di dollari, prodotti da oltre 530 concerti con un pubblico record di oltre 19 milioni e 600mila persone. Oltre 273 anni la somma dell’età anagrafica dei 4 Stones, dato impressionante, che testimonia il curriculum di una band mito e leggenda, una sorta di pietra miliare della storia della musica, capace di coinvolgere un pubblico di giovani e meno giovani che ormai li segue da ben tre generazioni.

I Rolling Stones non sono mai stati di moda, ma anzi, hanno influenzato la moda. Le mode passano, le loro canzoni vivranno ancora a lungo. Nelle loro canzoni sono presenti personaggi solitari e dissoluti: squilibrati, prostitute, tossicomani, e il loro stile selvaggio e da strada è facilmente riconoscibile nel loro sound. Quella linguaccia irriverente di ribellione e libertà è il loro marchio. Le loro opere e i loro comportamenti hanno influenzato stili di vita e linguaggio di milioni e milioni di persone, contribuendo a creare il mito del rock, che parafrasando Neil Young, “can never die


Andrea Sanna

Ideatore e creatore del blog rayolo.it - Da sempre vicino a temi come l'informatica e la tecnologia, con una grande passione per il cinema, la musica e la letteratura

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