Fabio Facchini

Fabio Facchini

Fabio Facchini

Ho ottenuto all’Università degli Studi di Cagliari la laurea magistrale in Architettura. Il mio più importante interesse è lavorare insieme a comunità disagiate per ritrovare un riscatto sociale utilizzando l’architettura come uno degli strumenti per raggiungere questo scopo. Mi occupo prevalentemente di situazioni in caso di disastro ambientale e post bellico. Per la Portland State University negli USA ho curato un framework per un Resilience and Emergency Plan in una riserva di nativi americani in Montana, la Northern Cheyenne Reservation. Sempre sulla riserva ho scritto e progettato la mia tesi di laurea “Lo spazio umano: la riscoperta della dimensione umana e naturale in una cittadina di nativi americani”, dove studio la maniera di vivere dei nativi Cheyenne e come questa sia cambiata nel tempo dopo la colonizzazione e le leggi del neo nato governo degli Stati Uniti, e come quelle leggi e la dura lotta contro le tribù americane abbiano generato luoghi, le riserve, di degrado sociale ed economico.

Non ho una vera è propria storia da raccontare sulla mia scelta di studiare architettura, magari dovrei scrivere che da piccolo giocavo con le Lego, ma chi non l’ha fatto? O costruivo castelli di sabbia, ed anche questo è abbastanza comune. No, la mia storia è abbastanza diversa, mi sono iscritto in architettura perché ho sentito una vocazione, simile a quella di un ragazzo che decide di diventare prete. L’architettura mi ha chiamato, mi ha scelto ed io l’ho scelta. Durante l’Università ci siamo amati ed odiati, l’ho studiata, l’ho abbandonata per altre passioni, ci siamo ritrovati e ci amiamo intensamente. L’ho conosciuta in altri parti del mondo, in altre lingue, e per me è sempre sexy. Non posso definirla, non posso dire che è quello o quell’altro, perché la limiterei al nulla, invece è tutto, materia, aria, pensieri.

Durante l’Università ho avuto la possibilità di studiare alla Escola Superior Gallaecia a Vila Nova de Cerveira, un piccolo paese del Portogallo sede della Bienal de Cerveira, la più importante rassegna internazionale d’arte nel paese lusitano. In quei mesi ho convissuto con artisti da tutto il mondo che mi hanno avvicinato ad interessi come il cinema, la pittura, la scultura e la musica.

In questi anni ho lavorato in studi di Architettura a Madrid, Barcellona e Sydney. Queste esperienze hanno influenzato il mio approccio all’architettura, approfondendo temi come l’architettura partecipata, la pianificazione ambientale e sostenibile, l’interazione della comunità nel progetto per favorire l’autorganizzazione sociale e dei propri spazi.

 

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